Sospesa l’esecutività della DGR n. 1192/2026 in attesa del nuovo regolamento.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha accolto le richieste formulate dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine in merito alla Delibera della Giunta Regionale n. 1192 del 7 agosto 2026, relativa ai requisiti per l’autorizzazione e l’accreditamento delle strutture sanitarie che svolgono attività ambulatoriale e di chirurgia ambulatoriale.

A seguito dell’interlocuzione avviata dall’Ordine, la Regione ha disposto la sospensione della disciplina prevista dalla delibera, fino all’emanazione di un nuovo regolamento.

L’Ordine di Udine aveva rappresentato alla Presidenza della Regione le proprie perplessità, in particolare con riferimento alle modalità di elaborazione del provvedimento e alle tempistiche previste per la sua applicazione, chiedendo di ripristinare una corretta pratica di informazione preventiva e consultazione con gli Ordini professionali.

La sospensione rappresenta pertanto un passaggio importante per consentire un nuovo confronto istituzionale sulla disciplina, nel rispetto delle rispettive competenze e con l’obiettivo di assicurare che le nuove disposizioni siano concretamente applicabili e coerenti con le esigenze dei professionisti e delle strutture sanitarie.

“Esprimiamo soddisfazione per l’accoglimento delle istanze dell’Ordine - dichiara la Presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, dott.ssa Anna Maria Bergamin Bracale -. Riteniamo fondamentale che le disposizioni regionali che incidono sull’esercizio della professione medica e sulla qualità dell’assistenza siano oggetto di un adeguato confronto con gli Ordini professionali. La collaborazione tra le istituzioni, nel rispetto delle rispettive attribuzioni, è lo strumento attraverso il quale è possibile individuare soluzioni condivise e garantire, al contempo, la tutela della qualità e della sicurezza delle prestazioni sanitarie”.

“L’Ordine continuerà a svolgere il proprio ruolo istituzionale con spirito costruttivo, mettendo a disposizione della Regione il contributo tecnico e professionale della categoria, nell’interesse dei professionisti e, soprattutto, dei cittadini e della qualità del Servizio sanitario regionale”.

L’Ordine di Udine auspica ora che la sospensione consenta di avviare un confronto stabile e strutturato tra Regione e rappresentanza ordinistica, così da contribuire alla definizione del nuovo regolamento attraverso un percorso di collaborazione istituzionale.