Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
Omceo Udine: Viale Diaz, 30 - 33100 Udine - Tel. 0432 504122

Registro regionale morti cardiache improvvise

La Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato con la L 26/2020 il progetto per la creazione del Registro Regionale delle Morti Cardiache Improvvise. Il Progetto, coordinato da ASUGI, coinvolge tutti i professionisti sanitari che a vario titolo intervengono nell’assistenza a soggetti deceduti improvvisamente al di sotto dei 50 anni di età e per i quali l’accertamento autoptico ha una finalità diagnostica importantissima ai fini epidemiologici e di prevenzione di altri eventi così drammatici all’interno dello stesso nucleo familiare. La possibilità di individuare, nelle cause della morte, una patologia cardiaca a trasmissione ereditaria (cardiomiopatia, channellopatia, aortopatia) consentirà infatti di sottoporre ad una preliminare valutazione cardiologica di screening i familiari (figli, genitori, ecc). 

Il ruolo dell’assistenza primaria e dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta in questo senso è fondamentale e decisivo per la riuscita del progetto, atteso il rapporto che li lega ai pazienti e alle loro famiglie alle quali dovrà essere fornita la giusta informazione sull’importanza di procedere in questi casi ad accertamento autoptico i cui esiti saranno importantissimi ai fini profilattici. La compilazione della denuncia delle cause di morte (scheda ISTAT) e attraverso di essa, la richiesta di riscontro diagnostico, è dunque fondamentale e consentirà l’alimentazione del Registro Regionale e quindi l’accesso ai successivi percorsi di screening cardiologico ed eventualmente di counselling genetico.  

Il Registro regionale delle morti improvvise sarà gestito centralmente presso l’Istituto di Medicina Legale Asugi/Università di Trieste, ma collegato in maniera capillare con tutte le realtà clinico-assistenziali regionali e si articolerà in quattro fasi: riscontro diagnostico, validazione clinica, eventuali analisi supplementari (RM cuore, indagini tossicologiche e genetiche) ed infine follow-up clinico post-screening. La fase di screening sarà tesa ad identificare tutti i soggetti considerati a rischio di cardiopatia, disordini aritmici ed aortopatia a trasmissione ereditaria. Inoltre, verranno svolti progetti innovativi di ricerca traslazionale per aumentare la conoscenza sui meccanismi di malattia nei pazienti cardiologici.
Confidiamo che il rapporto privilegiato che ognuno di loro ha costruito negli anni con le famiglie colpite da un lutto tanto improvviso quanto drammatico, saprà trasferire ai parenti l’importanza e il significato di un approfondimento diagnostico post mortem, come l’ultimo dono di chi va, per chi resta. 

Prof. Carlo Moreschi – responsabile della Sezione di Medicina Legale del Dipartimento di Scienze Mediche e Biologiche dell’Università di Udine.