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Nulla osta da presentare al Comune

CHIARIMENTI SU NULLAOSTA:

A seguito della pubblicazione della Legge Bersani – che ha espressamente abrogato il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa titoli non prettamente specialistici, caratteristiche del servizio offerto, prezzo etc., i vincoli relativi alla possibilità di diffondere messaggi pubblicitari sono venuti meno.

L’intento del legislatore è stato sicuramente quello di favorire la diffusione della conoscenza delle qualifiche complete dei sanitari e delle prestazioni erogate, dei presidi diagnostici utilizzati, dei procedimenti terapeutici seguiti, delle tariffe praticate, in modo da consentire al paziente una scelta autonoma e ponderata in base alle proprie esigenze, in ossequio al principio comunitario di libera concorrenza e di libertà di circolazione dei cittadini.

Tuttavia la pubblicazione di tale Legge, sovrapponendosi a un quadro normativo preesistente, ha inevitabilmente posto problemi di ordine interpretativo, sia di carattere sostanziale che di carattere procedurale, come quello relativo alla vigenza e attualità della legge 175/1992, legge speciale in tema di pubblicità sanitaria, che sino alla pubblicazione del decreto Bersani, convertito nella legge n. 248 del 2006, ha disciplinato dettagliatamente la materia, non lasciando margini di discrezionalità agli Ordini professionali, chiamati espressamente all’istruzione delle pratiche volte al rilascio del nulla osta sulla pubblicità sanitaria che il medico o l’odontoiatra intendeva effettuare.

Il potere dell’Ordine si esplicava così nella verifica preventiva e obbligatoria della rispondenza del messaggio al contenuto delle disposizioni legislative e in particolare alla legge 175/92 e il successivo D.M. 657/94 che disciplinavano dettagliatamente le procedure di esposizione, i contenuti, le caratteristiche estetiche, le dimensioni e le fatture di targhe, insegne e inserzioni pubblicitarie.

Si tiene a precisare che il nulla osta dell’Ordine rappresentava un atto intraprocedimentale, indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione amministrativa da parte del Comune o della Regione; atto indispensabile per la diffusione del messaggio pubblicitario.

Tuttavia, secondo una prima interpretazione fornita dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei medici, la legge 175/92 doveva ritenersi comunque vigente per le società di capitali anche dopo la pubblicazione della legge 248/2006 in quanto il legislatore, con l’emanazione della legge medesima aveva voluto estendere il campo dell’informazione sanitaria mediante l’abrogazione di quelle sole parti normative che sancivano il divieto di divulgazione dei costi e caratteristiche del servizio offerto.

Al di là delle diverse interpretazioni – quella secondo la quale l’intero procedimento autorizzatorio della legge 175/92 debba ritenersi abrogato o quella secondo la quale la legge 175/92 debba considerarsi abrogata solamente in quelle parti in cui la legge 248/2006 fa specifico riferimento – un elemento sicuramente imprescindibile è che la legge Bersani non abbia deregolamentato la materia, ma al contrario abbia riconosciuto un ruolo fondamentale di verifica e vigilanza dell’Ordine sulla trasparenza e veridicità del messaggio pubblicitario.

Pertanto ciò che sicuramente è mutato è il sistema del controllo dell’Ordine, non più nulla osta preventivo e obbligatorio volto all’accertamento dei requisiti professionali e indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione amministrativa rientrante nella sfera di competenza dei Comuni o delle Regioni, ma un’autodichiarazione obbligatoria da presentare preventivamente all’Ordine, con la quale il sanitario, dopo aver autocertificato stati e qualità personali, oltre al possesso di titoli di studio e titoli professionali, comunica all’Ordine di aver intenzione di effettuare pubblicità dell’informazione sanitaria indicando i mezzi che intende utilizzare per la stessa. Pertanto il legislatore ha voluto spostare in capo al sanitario –professionista iscritto all’albo- la responsabilità sulla correttezza e veridicità del messaggio pubblicitario che si accinge a diffondere; infatti egli attraverso l’auto certificazione attesta la propria preparazione a svolgere prestazioni professionali rientranti nell’ambito della propria specializzazione.

Di seguito si riporta il testo del Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137:

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 7 agosto 2012, n. 137

 

Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell’articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0159) (GU n.189 del 14-8-2012 )

note: Entrata in vigore del provvedimento: 15/08/2012

Art. 4

Libera concorrenza e pubblicita’ informativa 1. E’ ammessa con ogni mezzo la pubblicita’ informativa avente ad oggetto l’attivita’ delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni.

 

2. La pubblicita’ informativa di cui al comma 1 dev’essere funzionale all’oggetto, veritiera e corretta, non deve violare l’obbligo del segreto professionale e non dev’essere equivoca, ingannevole o denigratoria.

3. La violazione della disposizione di cui al comma 2 costituisce illecito disciplinare, oltre a integrare una violazione delle disposizioni di cui ai decreti legislativi 6 settembre 2005, n. 206, e 2 agosto 2007, n. 145.