Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
Omceo Udine: Viale Diaz, 30 - 33100 Udine - Tel. 0432 504122

Cotrimossazolo e morte improvvisa in pazienti che ricevono inibitori del sistema renina angiotensina: uno studio di popolazione

Pillole dal Mondo n. 658

25/11/2014

L’uso di cotrimossazolo è stato associato a un aumentato rischio di morte improvvisa in pazienti anziani che assumono inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE inibitori) o bloccanti del recettore dell’angiotensina in uno studio di popolazione pubblicato su British Medical Journal. Gli Autori suggeriscono quindi che, quando clinicamente appropriato, è preferibile che i medici scelgano antibiotici alternativi o limitino la dose e la durata del trattamento con cotrimossazolo. In caso di prescrizione di cotrimossazolo in pazienti sensibili, consigliano un attento monitoraggio del potassio sierico.

Era già noto che la prescrizione di cotrimossazolo con ACE inibitori o bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARB) potesse causare un rischio di ricovero ospedaliero per iperkaliemia sette volte maggiore rispetto all’amoxicillina. Alcuni case report indicano che questa interazione farmacologica può causare pericolo di vita per iperkaliemia. La morte improvvisa dovuta ad iperkaliemia rischia quindi di essere attribuita erroneamente alla malattia cardiaca, in particolare nei pazienti anziani con malattia cardiovascolare o diabete.

I ricercatori hanno condotto uno studio caso-controllo nidificato basato sulla popolazione dell’Ontario, Canada, dal 1° aprile 1994 al 1 ° gennaio del 2012. Sono stati reclutati i residenti dell’Ontario di età ≥66 anni, trattati con un inibitore dell’enzima di conversione o bloccanti del recettore dell’angiotensina. Sono stati considerati “casi” coloro che sono morti improvvisamente poco dopo aver ricevuto una prescrizione ambulatoriale per cotrimossazolo, amoxicillina, ciprofloxacina, norfloxacina o nitrofurantoina. Ogni caso è stato abbinato ad un massimo di quattro controlli per età, sesso, malattia renale cronica e diabete.

L’outcome principale era l’odds ratio per l’associazione tra morte improvvisa e l’esposizione ad ogni antibiotico, rispetto all’amoxicillina, dopo aggiustamento per i predittori di morte improvvisa in base ad un indice di rischio di malattia.

Delle 39.879 morti improvvise, 1.027 si sono verificate entro sette giorni di esposizione ad un antibiotico e sono state abbinate a 3.733 controlli. Rispetto all’amoxicillina, il cotrimossazolo è stato associato ad un aumentato rischio di morte improvvisa (odds ratio aggiustato 1,38, IC 95% 1,09-1,76). Il rischio era leggermente superiore a 14 giorni (odds ratio aggiustato 1,54, 1,29-1,84). Ciò corrisponde a circa tre morti improvvise entro 14 giorni per 1.000 prescrizioni di cotrimossazolo. Anche la ciprofloxacina (una nota causa di prolungamento dell’intervallo QT) è stata associata ad aumentato rischio di morte improvvisa (odds ratio aggiustato 1,29, 1,03-1,62), mentre tale rischio non è stato osservato per la nitrofurantoina e la norfloxacina.

L’importanza dei risultati è sottolineata dal fatto che il cotrimossazolo è prescritto a milioni di pazienti trattati con inibitori dell’enzima di conversione o bloccanti del recettore dell’angiotensina, nei quali la morte improvvisa potrebbe essere attribuita erroneamente ad una cardiopatia di base, piuttosto che a iperkaliemia.

Gli autori suggeriscono quindi che, quando clinicamente appropriato, è preferibile che i medici scelgano antibiotici alternativi o limitino la dose e la durata del trattamento col cotrimossazolo. In ogni caso, quando è prescritto il cotrimossazolo nei pazienti sensibili, è consigliabile un attento monitoraggio del potassio sierico.

Leggi lo studio su BMJ