Omceo Udine: Viale Diaz, 30 - 33100 Udine - Tel. 0432 504122

Sabato 19 Maggio 6:52:39

OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

AREA RISERVATA

login:

password:

visita n°123.030

Calendario Eventi

«Maggio 2012»
LuMaMeGiVeSaDo
30123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031123
numero verde 800 435110 OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

Link ad altri siti:

Enpam Onaosi Fadinmed

Il Documento FNOMCeO di Terni sulle DAT diventa testo base per la discussione in Commissione Affari Sociali della Camera.Evento del 13-10-2009

H_fnomceo

dalla FNOMCeO

Il documento approvato a Terni nel giugno u.s. dal Consiglio Nazionale della FNOMCeO a larghissima maggioranza (con solo 5 voti contrari su 106) che aveva suscitato interessati commenti da parte di piccoli settori della società e dei rispettivi organi di informazione, a dimostrazione del suo equilibrio e della sua completezza per la tutela di tutti i cittadini e dei medici , è stato adottato come testo base per la discussione alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati.

Di seguito riportiamo il testo dell’audizione dell’8/10/09 del nostro Presidente Amedeo Bianco.

Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici

Chirurghi e degli Odontoiatri

 

 

Audizione informale presso la Commissione AFFARI SOCIALI – CAMERA DEI DEPUTATI su CONSENSO INFORMATO E DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

 

Roma,  08/10/2009

 

 

 

Illustre Presidente, Illustre Relatore, Onorevoli Deputati,

 

grazie per questo invito ad una audizione informale sulle questioni poste dal provvedimento legislativo recante norme in materia di Consenso informato e Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (D.A.T.); sono con me il Dr. Aldo Pagni e il Dr. Aristide Paci, sia come componenti la nostra Consulta Nazionale Deontologica sia nell’autorevole veste di pregressi Presidenti della FNOMCeO.

 

La loro presenza intende ancor più sottolineare il rispetto che portiamo alle funzioni sovrane del Parlamento e la continuità nei nostri ordini, del pensiero e della ricerca etica, civile e tecnico- professionale che ha sempre contraddistinto lo sviluppo della deontologia medica.

 

Il nostro sforzo nel definire gli orientamenti sulle delicate materie, oggetto di questa audizione è, oggi come sempre, quello di rifuggire opportunismi contingenti, scontri su pregiudiziali ideologiche, radicandoli invece nei principi che ispirano il nostro Codice Deontologico.

 

Noi riteniamo che questi principi, in un’epoca di travolgenti trasformazioni culturali e sociali e di straordinarie innovazioni tecnico scientifiche, debbano essere il punto di riferimento di valori condivisi, l’incontro pacifico di diversità, in buona sostanza uno strumento formidabile nella costruzione e nel sostegno della solidarietà tra uomini, tra persone, tra cittadini che da sempre costituisce la grande identità civile e morale del nostro paese, del nostro popolo e della nostra professione.

 

La forza di tali principi si misura quotidianamente in tanti campi del nostro agire professionale, ma la loro valenza è cruciale nelle condizioni più difficili, quando malattia e morte, sofferenza e dolore, rendono fragili anche i più forti ed ognuno pone a se stesso e a chi se ne prende cura le domande più difficili.

 

Il nostro percorso di ricerca, trasferito e costantemente rinnovato nel Codice Deontologico, non è mai stato in passato e non è oggi, estraneo alle regole etiche e civili fondanti la nostra società né a quelle metodologiche che oggi governano le applicazioni della medicina; in altre parole il diritto primario espresso dalla nostra Costituzione e dalle leggi, i principi fondanti la moderna bioetica, le regole della buona pratica clinica, basata sulle evidenze delle prove di efficacia.

 

Su queste e su altre materie eticamente sensibili, la nostra riflessione si svolge dunque tutta all’interno di questi principi, dando le coordinate per un esercizio professionale posto a garanzia della dignità e libertà del paziente, delle sue scelte, della sua salute fisica e psichica, del sollievo delle sofferenze e a tutela della vita, in una relazione di cura costantemente proiettata a realizzare un rapporto equo tra chi cura e il soggetto di cura, capace di ascoltare ed offrire risposte diverse a domande diverse.

 

E’ questo il razionale civile, etico e tecnico professionale di quella alleanza terapeutica, che noi proponiamo quale espressione alta e compiuta della paritaria libertà e dignità di diritti e doveri tra curante e paziente, nel rispetto dei diversi ruoli.

 

L’autonomia decisionale del cittadino, il suo consenso/dissenso informato è il primo pilastro di questa alleanza terapeutica, il secondo pilastro sta nell’autonomia e nelle responsabilità del medico chiamato ad esercitare le sue funzioni di garanzia.

 

Questo incontro, unico e straordinario, non ha natura contrattualistica; entrambi i pilastri sono chiamati a reggere un architrave di relazioni etiche, civili e tecnico professionali , ognuna specifica ed irripetibile, che consente al soggetto di cura e al curante di esprimere la propria autonomia e la propria responsabilità nelle scelte.

 

Questo è il percorso che ci ha portato al Documento di Terni del giugno scorso, che riproponiamo alla Vostra attenzione e che alleghiamo alla presente audizione costituendone il merito, unitamente  a tutta la documentazione scritta della nostra riflessione deontologica degli ultimi anni su temi che coinvolgono la cosiddetta etica di confine, quella di inizio e fine vita.

 

Su questi temi, così straordinariamente vicini, non abbiamo ragionato da soli, abbiamo chiesto e ricevuto la collaborazione dalle Società Medico Scientifiche, dall’Associazionismo, dalle competenze di illustri giuristi, bioeticisti, dalle istituzioni e dalla politica.

 

Il documento di Terni, che ripeto è il nostro contributo di oggi, si propone innanzitutto come riflessione, autonoma e responsabile, di stretto profilo deontologico, sulle specifiche e complesse questioni poste da una regolamentazione legislativa delle DAT e le considerazioni in esso contenute, sono state oggetto di un vasto consenso e di un limitato dissenso, testimoniando in tal modo non una espressione irragionevole o addirittura illegittima della deontologia medica, bensì la serietà del nostro percorso di confronto e di ricerca nelle diverse culture e sensibilità della professione e della società; un cammino che certamente non riteniamo concluso.

 

Nel documento esprimiamo le nostre considerazioni su questioni controverse, quali ad esempio gli elementi di validità giuridica delle DAT, gli ambiti di efficacia in ragione dei soggetti e delle condizioni coinvolte, il ruolo della Nutrizione Artificiale e di ogni altro trattamento di supporto e sollievo dalle sofferenze, i profili di tutela sia tecnica (più prudenza e più ricerca sui profili diagnostici, prognostici e terapeutici degli stati vegetativi), sia socio-assistenziale definendo concrete ed accessibili garanzie di aiuto ai pazienti ed alle famiglie che con straordinaria ed amorevole dedizione orientano la loro esistenza alla presa in carico di queste fragilità.

 

Su queste e altre questioni che profondamente coinvolgono “l’intimità della persona” ed i diritti dei cittadini, abbiamo suggerito in passato, e ribadiamo oggi, l’opportunità che il legislatore dispieghi un diritto mite, che si limiti cioè a definire la cornice delle legittimità giuridiche sulla base dei diritti costituzionalmente protetti  e nel rispetto dei principi ispiratori della moderna bioetica e delle Deontologia Medica

 

No dunque all’eutanasia, no a trattamenti futili e sproporzionati, no all’abbandono dei più fragili garantendo loro l’accesso e la disponibilità piena ad ogni cura e trattamento, si all’autonomia del paziente, si alla autonomia del medico per una alleanza terapeutica quale unico elemento e strumento idoneo a dare risposte proporzionate, condivise ed accettabili alle domande più difficili, responsabilizzando e legittimando così, sul piano etico e civile, chi decide e quanto si decide.

 

Questo spazio di rispetto, che proponiamo non venga invaso da una legislazione rigida e prescrittiva, non è un’arena privata di libertà senza regole di valori ed al di fuori del diritto vigente, ma la sintesi efficace di due processi convergenti.

 

Sul piano delle regole etiche, la moderna deontologia medica rappresenta l’espressione più alta di quei valori che, nella tutela dell’ autonomia dell’atto medico, si propongono di tutelare la libertà di scelta dei cittadini ed in questo senso è niente affatto paradossale affermare che l’obiezione di scienza e coscienza prevista dall’art.22 del Codice garantisce tutte le libertà in campo.

 

Sul piano delle regole del diritto, numerose sentenze della Corte Costituzionale, a cominciare da quelle n°338 e n°382 del 2002, a vario titolo riprese in quelle più recenti n°438/2008 e n°151/2009 ribadiscono un orientamento costante che possiamo riassumere con passi originali a partire dall’ultima, secondo la quale: “…in piena linea ed in severa sintonia con la costante giurisprudenza costituzionale la quale  testualmente e ripetutamente ha denunciato i limiti di discrezionalità legislativa sulle acquisizioni scientifiche e sperimentali sulle quali si fonda l’arte medica (n°151/2009) …….Sicché, in materia di pratica terapeutica, la regola di fondo risiede pur sempre ed insostituibilmente nell’autonomia e nella responsabilità del medico che, con il consenso del paziente,opera le necessarie scelte professionali (n°338/2002).

 

Nel concreto delle DAT, il legislatore, a nostro giudizio, non può non tener conto delle differenze sostanziali tra un consenso/dissenso attuale e anticipato dovendo, nel secondo caso proteggere la libertà di scelta con l’incremento delle tutele formali (le forme ed i limiti delle DAT) e sostanziali (i contenuti delle DAT, i profili di responsabilità, il ruolo delle famiglie, infine la posizione di garanzia, autonoma e responsabile, del medico).

 

In particolare, la posizione di garanzia del medico, che va sempre promossa e protetta in ogni relazione di cura nel rispetto dei diritti costituzionalmente sanciti del paziente, assume particolare significato nelle DAT non per eludere o evadere le dichiarazioni anticipate ma per declinarle dal passato al presente, dall’ipotesi al fatto, dall’ignoto alle migliori evidenze disponibili, per accompagnare ognuno nella sua storia di vita, unica ed irripetibile.

 

Illustre Presidente, Onorevoli Deputati, siamo a Vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento ritenuto utile al Vostro difficile compito, dal quale ci auguriamo possa nascere un’offerta ai cittadini, alle istituzioni, alla nostra comunità professionale, di ragioni e luoghi di incontro, di dialogo, nello sforzo di unire e non dividere.

 

Nel nostro paese, nella sua storia e nelle sue tradizioni civili e religiose ci sono energie e risorse straordinarie di prossimità, tolleranza, solidarietà e libertà e tutto questo patrimonio in più occasioni è stato investito per superare passaggi difficili della nostra storia civile e sociale.

 

Oggi quelle ricchezze vanno nuovamente messe in campo, in un grande sforzo di concordia e tolleranza, anche al fine di colmare l’immensa solitudine di chi non può esprimersi e di chi, medico, personale di assistenza, famiglia, è invece chiamato ad esprimersi.

 

 

 

                                                                                                    Il Presidente

                                                                                                Amedeo Bianco

           

Indietro

Omceo Udine: Viale Diaz, 30 - 33100 Udine - Tel.: 0432 504122 - Fax: 0432 506150 - email:  - PEC - CF: 80002030304

Xhtml Css