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E' cambiato ancora il comma del decreto sulle liberalizzazioni che impone al medico di ricordare in ricetta l'alternativa generica di minor prezzo. Ritocchi in corsa che, assieme a quelli su altri passaggi del provvedimento, hanno fatto slittare da lunedì a ieri sera la firma del presidente Napolitano. La versione finale del comma mira all'armonizzazione del testo con le norme vigenti in tema di sostituibilità. Ecco il testo nella sua versione finale: "Il medico, nel prescrivere un farmaco, è tenuto, sulla base della sua specifica competenza professionale, ad informare il paziente dell'eventuale presenza in commercio di medicinali aventi uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione, modalità di rilascio e dosaggio unitario uguali. Il medico aggiunge ad ogni prescrizione di farmaco le seguenti parole: "sostituibile con equivalente generico", ovvero, "non sostituibile" nei casi in cui sussistano specifiche motivazioni cliniche contrarie. Il farmacista, qualora sulla ricetta non risulti apposta dal medico l'indicazione della non sostituibilità del farmaco prescritto, è tenuto a fornire il medicinale equivalente generico avente il prezzo più basso, salvo diversa richiesta del cliente. Ai fini del confronto il prezzo è calcolato per unità posologica o quantità unitaria di principio attivo. All'articolo 11, comma 9 del decreto legge 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nel secondo periodo, dopo le parole "è possibile", sono inserite le seguenti: "solo su espressa richiesta dell'assistito e"."
Norma generici, Milillo no a pressioni. Foresti: è informazione corretta
A un Giacomo Milillo, segretario Fimmg, sulle barricate per difendere l'autonomia prescrittiva del medico contro le pressioni di industria farmaceutica - innovativa o di generici -, aziende sanitarie e Regioni, Giorgio Foresti , presidente di Assogenerici, oppone la corretta informazione al cittadino e la possibilità di scegliere di non pagare la differenza di prezzo tra generico e brand. Continua così la querelle iniziata l'altro ieri, dopo che è circolata una nuova bozza del decreto sulle liberalizzazioni, secondo cui il medico sarebbe obbligato a riportare in ricetta le parole "o farmaco equivalente se di minore prezzo". «La Fimmg ha sempre sostenuto che i farmaci a brevetto scaduto sono una valida risorsa soprattutto per la cura delle patologie croniche» fa sapere Milillo, «ma difendiamo la nostra libertà prescrittiva». Per Foresti di contro si tratta di «aprire un confronto serio sulla responsabilizzazione della classe medica nella gestione dei costi dell'assistenza farmaceutica». Nella querelle, che intanto ha visto unirsi, al fianco della Fimmg, anche lo Snami - il presidente Angelo Testa ricorda che a scegliere è in realtà il cittadino e che il risparmio per il Ssn è comunque garantito dal reference price - si inserisce anche Farmindustria: «Siamo molto preoccupati perché il sistema farmaceutico italiano non ha possibilità di competere all'infinito con i costi e i prezzi dei prodotti che arrivano dai paesi emergenti. Già oggi il farmaco è rimborsato al prezzo più basso e i farmacisti devono dire se c'è un'alternativa meno cara». Da Foresti arriva intanto la preoccupazione per le indiscrezioni secondo le quali nell'ultima bozza del Dl Liberalizzazioni sarebbe sparita la norma che chiariva in maniera inequivocabile che l'ente regolatorio, nel concedere l'Aic (Autorizzazione all'Immissione in Commercio), il prezzo e la rimborsabilità, non deve tenere conto delle coperture brevettuali, bensì di qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali.
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