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OMCEO: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Udine

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L’ETICA IN ODONTOIATRIA COMPRESSA FRA MICRO E MACROPREDATORIPubblicato il 14-11-2011

12007

IN OCCASIONE DI UN INTERESSANTE CONGRESSO DELL'INTERNATIONAL SOCIETY DOCTORS FOR THE ENVIRONMENT DEL F.V.G. SVOLTOSI A TRIESTE LO SCORSO OTTOBRE E DAL TITOLO"COSTI SANITARI DELLA MANCATA GESTIONE DELLE CRITICITA' AMBIENTALI",SOSTENIBILITA' NELLA PROGETTAZIONE DELLE SCELTE IN PREVENZIONE PRIMARIA,SI E' PROPOSTO,ACCANTO ALLE TEMATICHE CHE COINVOLGONO IL RAPPORTO AMBIENTE-SALUTE,UN APPROFONDIMENTO SULL'ASPETTO ETICO-ECONOMICO DELLA PREVENZIONE PRIMARIA.VI PROPONIAMO LA STIMOLANTE LETTURA DELL'INTERVENTO DEL DOTT.NICK SANDRO MIRANDA DELLA C.A.O. UDINE,CONSIGLIERE E TESORIERE DEL NOSTRO ORDINE PROFESSIONALE.

Il mondo è sempre stato caratterizzato dalla presenza di micro e macropredatori.[i] Prima della rivoluzione  industriale, il macropredatore fu impersonato dal feudatario e dall’aristocratico che tramite lo sfarzo e la violenza imponevano la confisca del surplus prodotto dalla massa lavorante. Così, come accade per i parassiti degli organismi viventi, il sistema era organizzato in modo da mantenere sufficientemente vitale la vittima.

I micropredatori, invece, sono tutti quei microrganismi responsabili delle epidemie che flagellano periodicamente l’umanità. Con il passare del tempo, nel XIX secolo, finalmente fu scoperto che non erano i miasmi a causare queste epidemie.

Con l’avvento dell’era moderna, cominciarono a scomparire i macropredatori dell’ancien regime e nello stesso tempo si contrastò efficacemente l’azione dei micropredatori incrementando l’aspettativa di vita tramite, soprattutto, le opere igieniche (acquedotti, fognature, salubrità delle abitazioni) ed in seguito tramite gli antibiotici.

Tuttavia i micro ed i macropredatori sono ancora costantemente presenti e si ripropongono con regolarita’.

I micropredatori sono la causa delle principali malattie della bocca che, nonostante i grandi miglioramenti ottenuti, restano ancora malattie sociali. A tutt’oggi, infatti, sono molte le persone che ignorano il ruolo dei micropredatori nella genesi delle parodontiti e della carie. Non si spiegherebbe, altrimenti, perché solo il 15-20% della popolazione utilizzI il filo interdentale. E’ plausibile affermare che la minoranza “virtuosa” sia stata iniziata all’uso del filo da parte dei dentisti “virtuosi”. Sono i dentisti virtuosi i principali artefici delle migliorate condizioni di salute della bocca dei cittadini italiani. Non altrettanto virtuose sono state le istituzioni che, tranne qualche eccezione, non hanno ottemperato al mandato istituzionale dell’art.32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività.”

Se in questi decenni l’opera dei dentisti virtuosi è risultata efficace, è perché essi sono stati relativamente poco condizionati da “fattori esterni”. In particolare il dentista libero professionista, che rappresenta in realtà la maggioranza della categoria, impersona  tre ruoli distinti e imprescindibili: professionale, artigianale e imprenditoriale. Si presume che il primo, quello più nobile, sia il predominante. Professare la medicina, infatti, dovrebbe significare agire innanzitutto per il bene degli altri prima che per il proprio. Ci si auspica che chi si iscrive alla facoltà di medicina o di odontoiatria lo faccia spinto dalla voglia di fare del bene. Fare del bene resta la priorità, ma per farlo occorre anche rispettare e soddisfare quella componente medica che si identifica  nell’homo faber.[ii] L’aspetto artigianale della professione è caratterizzato dalla maestria che a sua volta è composta dall’abilità e dall’esperienza. Negare la maestria significa ledere il riconoscimento dell’altro, che è uno dei sentimenti umani più condizionanti del ben-essere delle persone.

La componente imprenditoriale è importante, ma se si agisce puntando unicamente a massimizzare il profitto si rischia la distorsione dell’allocazione temporale e valoriale dei domini del ben-essere.[iii]

Il dentista virtuoso si pone l’obiettivo di essere innanzitutto un maestro di educazione sanitaria piuttosto che un esecutore/prescrittore, metodo che invece caratterizza quello che alcuni definiscono il “dentivendolo”. L’obiettivo del dentista virtuoso è informare, efficacemente e senza risparmi di tempo, su come ridurre i danni derivanti dall’azione dei micropredatori, intercettare le malattie e fornire trattamenti sanitari di qualità. Tuttavia il comportamento del medico è sempre più condizionato dall’azione del macropredatore moderno. Il macropredatore è quello che, in nome della massimizzazione del profitto, determina o comunque sostiene l’incremento delle malattie metaboliche degenerative da inquinamento e cattiva alimentazione. Dal 2004 in Italia l’aspettativa di vita sana si è drammaticamente ridotta.[iv] Come già descritto da Charles Wright Mills in “Colletti bianchi”,[v] le professioni liberali sono sempre più insidiate dalla elite economica. I grandi capitali hanno intravisto nella sanità un mercato potenzialmente infinito. Il “mercato” della sanità è potenzialmente infinito perché è facile indurre i bisogni della salute quando si agisce sfruttando i due sentimenti umani più condizionanti: la paura e la speranza. Succede così che nella relazione, unica ed irripetibile, fra medico e paziente si introduce un terzo soggetto fortemente condizionante che determina una esplosione di conflitti di interesse. Il macropredatore organizza i dentisti in imprese (low cost, franchising) e le imprese hanno come scopo unicamente il profitto. Pazienti e medici diventano dei numeri da contabilizzare. Come dimostrato dall’incremento dei contenziosi medico legali,[vi] [vii] [viii] si deteriora la relazione medico paziente e si determina la commercializzazione dei trattamenti sanitari. La salute diventa una merce, il successo è dato dal numero di prestazioni sanitarie eseguite piuttosto che dal prendersi cura delle persone. Peggiora la salute pubblica. La pubblicità sanitaria, che è il mezzo che serve a (s)vendere un prodotto agendo sulla emozione, è l’espressione triste e perversa di questa deriva antropologica in un sistema sempre più orientato alla produzione di consumo sanitario piuttosto che alla tutela e alla promozione della salute.

L’auspicio è che i medici evitino di essere trasformati in venditori di prestazioni sanitarie. Occorre (ri)scoprire il ruolo sociale di maestri di educazione sanitaria. Solo con questa nobiltà di intenti i medici potranno (ri)legittimarsi di fronte alla società alla quale appartengono.

 



[i] Lorenzo Pinna, Autoritratto dell’immondizia. Come la civiltà è stata condizionata dai rifiuti. Editore Bollati Boringhieri, Torino 2011.

[ii] Hannah Arendt, Vita activa, Editore Bompiani, Milano 2008.

[iii] Bruni Luigino e Porta Pier Luigi, Felicità ed economia, Editore Guerini e associati, Milano 2006, p.17.

[v] Charles Wright Mills, Colletti bianchi, Edizioni di Comunità, Torino 2001

[vi] Bárcena Rojí Leopoldo, Dentistas, Revista de opinión de la Organización Colegial •marzo 2008, p.40.

[vii] Scarpelli  Marco, Giornale dell’odontoiatra GdO n°13 del 30 settembre 2007, p..11.

Relatore: di Nick Sandro Miranda

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