Alienum phaedrum torquatos nec eu, vis detraxit periculis ex, nihil expetendis in mei. Mei an pericula euripidis, hinc partem.
Omceo Udine: Viale Diaz, 30 - 33100 Udine - Tel. 0432 504122

ASPETTI DEONTOLOGICI DELLA SANITA’ INTEGRATIVA

Il 12 maggio l’Ordine di Medici Chirurghi e Odontoiatri di Udine ha organizzato un convegno molto partecipato che ha visto come relatori il prof. Ivan Cavicchi, il dott. Alberto Donzelli e il dott. Nick Sandro Miranda. Tema del convegno: esaminare gli aspetti deontologici della sanità integrativa.  Essi sono stati affrontati durante la tavola rotonda che ha visto la partecipazione dei relatori e del dott. Claudio Pandullo, del prof. Roberto Di Lenarda, del dott. Maurizio Rocco, del dott. Giovanni Braga e del dott. Fausto Fiorile. http://www.omceoudine.it/aspetti-deontologici-della-sanita-integrativa/

 

Numerosi sono gli articoli del codice deontologico che possono essere interessati da un sistema sanitario che si declini sulla sanità integrativa: la perdita dell’autonomia (art.4), una riduzione della promozione della salute e della prevenzione primaria della salute in favore di un aumento del consumo sanitario (artt. 5,13 e 70), il rischio di perdita della qualità (art.6) e del giusto onorario (art.54).

Oltre agli aspetti deontologici, i dati e le considerazioni forniti dai relatori hanno evidenziato i rischi connessi all’implementazione della sanità cosiddetta integrativa (in realtà spesso sostitutiva di quanto offerto dal SSN), principalmente tre: aumento dei consumi sanitari, aumento delle spese sanitarie, smantellamento del SSN.

Se si confrontano i dati raccolti dai paesi dove prevale un SSN rispetto a quelli dove prevale il sistema assicurativo, anche no profit, si evince che la spesa sanitaria totale pro capite è maggiore nei  secondi. Addirittura nei secondi aumenta anche la spesa sanitaria pubblica, fallendo uno degli obiettivi dichiarati da chi propugna la sanità integrativa, quello di ridurre la spesa pubblica. I dati mostrano che, per paradosso, aumenta anche la spesa sanitaria privata complessiva (data dalla somma della spesa out-of-pocket + quella intermediata da Fondi sanitari e Assicurazioni), a causa dell’induzione di consumismo sanitario e di prestazioni di scarso valore o futili da parte dei cosiddetti “secondo” e “terzo pilastro”.

Oltre al rischio di compromettere il SSN, esiste anche un rischio per la libera professione “pura”, quella svolta dai tanti piccoli liberi professionisti che potrebbero essere fagocitati dal terzo pagante.

Concludendo, occorre mantenere alta l’attenzione e informare sui rischi connessi all’incremento della sanità integrativa se non si vuole rischiare di compromettere la grande conquista ottenuta con la riforma sanitaria del 1978 che ha previsto un sistema sanitario universale per combattere le iniquità e le inefficienze create dalle mutue.

A conferma dell’importanza del tema, vi invitiamo a guardare il servizio del Corriere della sera pubblicato lunedì 14 maggio.

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/sanita-11-milioni-assicurazioni-private-ma-spesa-pubblica-aumenta-perche/47c85c9c-5ab7-11e8-be88-f6b7fbf45ecc-va.shtml